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giovedì 6 marzo 2014

Salute: tromboembolismo venoso piu' mortale di tumori e Aids =

Salute: tromboembolismo venoso piu' mortale di tumori e Aids =
(AGI) - Roma, 6 mar. - C'e' una patologia che in Europa causa
la morte di oltre 370.000 persone l'anno, cioe' piu' del doppio
dei decessi causati da cancro al seno, alla prostata, AIDS e
incidenti d'auto messi insieme: si chiama tromboembolismo
venoso (TEV), una malattia spesso asintomatica e
sotto-diagnosticata che annualmente colpisce piu' di un milione
di pazienti in Francia, Germania, Italia, Spagna, Svezia e Gran
Bretagna, stime che si prevede raddoppieranno entro il 2050. Ad
oggi il trattamento piu' diffuso per la fase acuta e per la
profilassi delle recidive di TEV e' il warfarin (in
associazione con eparina nei primi giorni di terapia), ma
recentemente il gruppo farmaceutico leader nel settore
cardiovascolare, Daiichi Sankyo, ha sottoposto al vaglio
dell'EMA il nuovo anticoagulante orale edoxaban, dopo che il
piu' ampio trial clinico di fase 3 mai realizzato per questa
patologia, HOKUSAI-VTE, ha dimostrato un profilo di efficacia
sovrapponibile al warfarin e una maggiore sicurezza, con una
riduzione significativa del rischio di emorragie. (AGI)
Red/Pgi (Segue)
061234 MAR 14
ZCZC
AGI0238 3 CRO 0 R01 /
Salute: tromboembolismo venoso piu' mortale di tumori e Aids (2)=
(AGI) - Roma, 6 mar. - "La sensibilizzazione e la prevenzione
diventano indispensabili soprattutto nelle categorie ad alto
rischio, come nel caso dei pazienti ricoverati in ospedale, ma
in generale, l'identificazione di tutti i fattori di rischio ed
una diagnosi tempestiva, seguita da una corretta terapia nel
caso la patologia si manifesti, possono evitare spiacevoli
conseguenze", spiega Walter Ageno, professore associato di
Medicina Interna presso il Dipartimento di Medicina Clinica e
Sperimentale dell'Universita' degli Studi dell'Insubria (VA).
Il tromboembolismo venoso (TEV) consiste nella formazione di
coaguli di sangue, detti trombi, all'interno di una vena, ed ha
due manifestazioni cliniche: la trombosi venosa profonda (TVP),
quando i trombi occludono i vasi venosi di gambe, pelvi o
braccia, e l'embolia polmonare (EP), se uno o piu' frammenti
(emboli) di trombi si staccano dal loro punto di origine e
viaggiano fino alle arterie polmonari ostruendole. Sebbene a
far insorgere questa patologia vi siano fattori di rischio
generali ereditari o acquisiti, ci sono fattori di rischio piu'
moderati ma piu' frequenti che coinvolgono solo le donne: il
piu' comune e' quello delle vene varicose (43.6%), seguito
dall'obesita' (19.9%) e dalla terapia ormonale (18.3%), come
l'uso di contraccettivi orali o di terapie ormonali sostitutive
in menopausa. Ma a rappresentare un rischio sono anche la
gravidanza e il puerperio, associate ad un rischio aumentato di
trombosi venosa profonda rispettivamente di 4 e 10 volte. La
prevenzione "Si puo' dunque contrastare l'insorgenza del
tromboembolismo venoso con semplici ed efficaci gesti di
prevenzione: attivita' fisica quotidiana e mantenimento del
corretto peso corporeo, soprattutto con una dieta a base di
alimenti ricchi di Omega-3 come pesce azzurro, legumi, verdure
a foglie verdi, noci e cereali, aglio e cipolla, semi e olio di
lino crudo, fondamentali per la loro azione antinfiammatoria.
Ancora piu' importante e' conoscere l'eventuale predisposizione
familiare (soprattutto familiari di primo grado) alle trombosi
venose e segnalarla al medico curante", conclude il prof.
Ageno. (AGI)
Red/Pgi
061234 MAR 14
NNNN

SALUTE. TROMBOEMBOLISMO VENOSO, 370.000 MORTI L'ANNO IN EUROPA
DONNE A RISCHIO, L'IMPORTANZA DELLA PREVENZIONE
Roma, 6 marzo 2014 - C'e' una patologia che in Europa causa la
morte di oltre 370.000 persone l'anno, cioe' piu' del doppio dei
decessi causati da cancro al seno, alla prostata, Aids e
incidenti d'auto messi insieme: si chiama tromboembolismo venoso
(Tev), una malattia spesso asintomatica e sotto-diagnosticata che
annualmente colpisce piu' di un milione di pazienti in Francia,
Germania, Italia, Spagna, Svezia e Gran Bretagna, stime che si
prevede raddoppieranno entro il 2050.
 Ad oggi il trattamento piu' diffuso per la fase acuta e per la
profilassi delle recidive di Tev e' il warfarin (in associazione
con eparina nei primi giorni di terapia), ma recentemente il
gruppo farmaceutico leader nel settore cardiovascolare, Daiichi
Sankyo, ha sottoposto al vaglio dell'Ema il nuovo anticoagulante
orale edoxaban, dopo che il piu' ampio trial clinico di fase 3
mai realizzato per questa patologia, Hokusai-vte, ha dimostrato
un profilo di efficacia sovrapponibile al warfarin e una maggiore
sicurezza, con una riduzione significativa del rischio di
emorragie. "La sensibilizzazione e la prevenzione diventano
indispensabili soprattutto nelle categorie ad alto rischio, come
nel caso dei pazienti ricoverati in ospedale, ma in generale,
l'identificazione di tutti i fattori di rischio ed una diagnosi
tempestiva, seguita da una corretta terapia nel caso la patologia
si manifesti, possono evitare spiacevoli conseguenze" spiega
Walter Ageno, associato di Medicina Interna presso il
Dipartimento di Medicina clinica e sperimentale dell'Universita'
degli studi dell'Insubria (Va).
 Il tromboembolismo venoso (Tev) consiste nella formazione di
coaguli di sangue, detti trombi, all'interno di una vena, ed ha
due manifestazioni cliniche: la trombosi venosa profonda (Tvp),
quando i trombi occludono i vasi venosi di gambe, pelvi o
braccia, e l'embolia polmonare (Ep), se uno o piu' frammenti
(emboli) di trombi si staccano dal loro punto di origine e
viaggiano fino alle arterie polmonari ostruendole.(SEGUE)
 (Com/Wel/ Dire)
12:48 06-03-14
SALUTE. TROMBOEMBOLISMO VENOSO, 370.000 MORTI L'ANNO IN EUROPA -2-

Roma, 6 marzo 2014 - I fattori di rischio sebbene a far
insorgere questa patologia vi siano fattori di rischio generali
ereditari o acquisiti, come ad esempio storie familiari di
trombosi, alterazioni ereditarie della coagulazione, eta',
obesita', cancro, interventi chirurgici e immobilizzazione
prolungata, ci sono fattori di rischio piu' moderati ma piu'
frequenti che coinvolgono solo le donne: il piu' comune e' quello
delle vene varicose (43,6 per cento), seguito dall'obesita' (19,9
per cento) e dalla terapia ormonale (18,3 per cento), come l'uso
di contraccettivi orali o di terapie ormonali sostitutive in
menopausa. Ma a rappresentare un rischio sono anche la gravidanza
e il puerperio, associate ad un rischio aumentato di trombosi
venosa profonda rispettivamente di 4 e 10 volte.
 La prevenzione. "Si puo' dunque contrastare l'insorgenza del
tromboembolismo venoso con semplici ed efficaci gesti di
prevenzione: attivita' fisica quotidiana e mantenimento del
corretto peso corporeo, soprattutto con una dieta a base di
alimenti ricchi di Omega-3 come pesce azzurro, legumi, verdure a
foglie verdi, noci e cereali, aglio e cipolla, semi e olio di
lino crudo, fondamentali per la loro azione antinfiammatoria.
Ancora piu' importante e' conoscere l'eventuale predisposizione
familiare (soprattutto familiari di primo grado) alle trombosi
venose e segnalarla al medico curante- conclude il prof Ageno- e
un ulteriore aiuto e' dato dall'uso di calze a compressione
graduata in chi soffre di insufficienza venosa (vene varicose) e
dalla cura di una patologia piu' benigna legata alla trombosi,
quella delle cosiddette flebiti superficiali, che interessano un
tratto piu' o meno esteso della vena ma, se trascurate, possono
estendersi anche nel circolo venoso profondo".
 (Com/Wel/ Dire)
12:48 06-03-14

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