Translate

venerdì 19 settembre 2014

Atto Camera Interpellanza urgente 2-00680 presentato da DAMBRUOSO Stefano.. in data 25 marzo 2014, nel corso di un incontro con i sindacati della polizia di Stato, il Ministro dell'interno ha assunto l'impegno di sollecitare, in tempi brevi, il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione per l'avvio del tavolo del rinnovo contrattuale bloccato..



Atto Camera

Interpellanza urgente 2-00680
presentato da
DAMBRUOSO Stefano
testo di
Martedì 16 settembre 2014, seduta n. 291

  I sottoscritti chiedono di interpellare il Presidente del Consiglio dei ministri, il Ministro dell'economia e delle finanze, il Ministro dell'interno, per sapere – premesso che:
   in data 25 marzo 2014, nel corso di un incontro con i sindacati della polizia di Stato, il Ministro dell'interno ha assunto l'impegno di sollecitare, in tempi brevi, il Ministero per la semplificazione e la pubblica amministrazione per l'avvio del tavolo del rinnovo contrattuale bloccato, ormai, dal 2009 nonché di procedere all'approvazione di una legge delega per il riordino delle carriere, reperendo nuove risorse;
   solo qualche giorno fa, il 3 settembre 2014, a margine dei lavori in Senato sulla legge delega di riforma della pubblica amministrazione, a proposito dei rinnovi contrattuali per i dipendenti pubblici il Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione ha affermato che: «in questo momento di crisi le risorse per sbloccare i contratti a tutti non ci sono» e che, pertanto, gli stipendi degli statali resteranno bloccati anche nel 2015;
   nelle ultime ore il Ministro dell'interno ha riferito che: «ci sono le condizioni per lo sblocco degli stipendi delle forze di polizia», ma da ricostruzioni giornalistiche emerge come i costi dell'operazione – che ammonterebbero a 800 milioni di euro per lo sblocco dal 2015 – sono impossibili da stanziare entro il 31 dicembre 2014. Segnali positivi in questa direzione sono stati espressi anche dal Ministro della difesa e dallo stesso Presidente del Consiglio, ma il nodo da sciogliere resta quello delle coperture;
   sul sito di Equitalia Giustizia tra i dati patrimoniali del Fondo unico giustizia (FUG) al 30 giugno 2014 risultano euro 1.429.074.952 di risorse liquide – di cui euro 415.280.000 di risorse sequestrate «anticipate» allo Stato da Equitalia Giustizia ai sensi dell'articolo 2, comma 7, del decreto-legge n. 143 del 2008 – ed euro 2.057.923.085 di risorse non liquide, costituite da deposito titoli, «gestioni patrimoniali, gestione collettiva del risparmio, contratti assicurativi e mandati fiduciari. I decreti del Presidente del Consiglio dei ministri finora emanati per la riassegnazione delle risorse liquide hanno sempre previsto la destinazione del 48 per cento al Ministero dell'interno, del 48 per cento al Ministero della giustizia e del 2 per cento all'entrata del bilancio dello Stato e, ad oggi, le somme versate complessivamente da Equitalia Giustizia ammontano ad euro 809.625.837, cifra notevolmente inferiore alla reale disponibilità patrimoniale del Fondo unico giustizia. Sul punto già in data 13 febbraio 2014, nel corso della seduta n. 173, il Viceministro dell'economia e delle finanze in risposta all'interpellanza urgente n. 2-00361 ha spiegato che «gli ostacoli che impediscono l'integrale sfruttamento delle risorse del Fondo, ... sono stati ampiamente verificati in seno ad un tavolo tecnico coordinato lo scorso anno dal Ministero dell'economia e delle finanze, all'esito del quale si è convenuto sull'impossibilità di una utilizzazione proficua delle risorse finanziarie del Fondo unico giustizia mediante l'alienazione della relativa componente titoli. Il tema della vendibilità dei titoli sequestrati impatta, da un lato, con la necessità di tutelare le posizioni giuridiche soggettive degli imputati non condannati con sentenza definitiva – quindi rientriamo nel campo delle somme sequestrate e non confiscate – e, dall'altro, con quella di verificare le modalità di restituzione delle somme ricavate dalla vendita dei titoli già sequestrati, nel caso di dissequestro. Estremamente complessa appare, a monte, la stessa selezione dei titoli vendibili e la determinazione del prezzo di vendita, di talché è stata ipotizzata la vendita dei soli titoli quotati, considerato che, per quelli non quotati, la congruità del prezzo di vendita sarebbe contestabile per definizione, con conseguenti elevati rischi di contenzioso, in caso di successivo dissequestro. Da ultimo, deve precisarsi che la normativa vigente (articolo 6, comma 21-quinquies, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito dalla legge n. 122 del 2010, e articolo 10, comma 21, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 11 del 2011) ha subordinato la possibilità di vendita degli strumenti finanziari sequestrati all'adozione di un successivo decreto del Presidente del Consiglio, che ne avrebbe dovuto determinare termini e modalità. Tale decreto, per tutte le difficoltà operative, che sono state sopra menzionate e che riguardano le norme contenute nella legge, non è ancora stato attuato»;
   appare evidente agli interpellanti che la vendita di titoli e prodotti finanziari già oggetto di confisca, oggi confluiti nel Fondo unico giustizia sotto la voce generica di «risorse non liquide», potrebbe contribuire in modo significativo al reperimento delle risorse necessarie allo sblocco dei contratti del comparto sicurezza –:
   a che punto siano i lavori per l'adozione del citato decreto del Presidente del Consiglio previsto dagli articoli 6, comma 21-quinquies, del decreto-legge n. 78 del 2010, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 122 del 2010, e 10, comma 21, del decreto-legge n. 98 del 2011, convertito dalla legge n. 11 del 2011;
   quali determinazioni si intendano assumere per assegnare nel più breve tempo possibile le citate risorse del Fondo unico giustizia al Ministero dell'interno – come previsto dall'articolo 2, comma 7, del decreto-legge 16 settembre 2008, n. 143, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 novembre 2008, n. 181 – e consentire a quest'ultimo lo sblocco degli stipendi delle forze di polizia.
(2-00680) «Dambruoso, Mazziotti Di Celso, Bombassei, Capua, Catania, Causin, Cimmino, Matarrese, Molea, Monchiero, Oliaro, Rabino, Sottanelli, Vargiu, Vitelli».

Nessun commento: