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martedì 27 dicembre 2016

INCIDENTI STRADALI; AD ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA


INCIDENTI STRADALI; AD ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA (1)

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INCIDENTI STRADALI; AD ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA (1)
(9Colonne) Roma, 27 dic - Il grave incidente stradale verificatosi a Natale a Gemona del Friuli nel quale è rimasto gravemente ferito un bambino di 4 anni ad opera di un pirata della strada, riapre il sipario sul triste scenario degli incidenti stradali, nei quali, sempre più spesso, sono coinvolti giovani, spesso bambini. Già dall'analisi dei dati sull'incidentalità Aci-Istat per il 2015, diffusi a novembre, emergeva come, per la prima volta in Italia dal 2001, le vittime di incidenti stradali sono tornate a crescere del 1,4% rispetto al 2014, con 3.428 decessi, ed un aumento percentuale del 6,4% ha riguardato anche i feriti gravi, 16.000 contro i 15.000 del 2014. L'Italia si guadagna così la maglia nera per l'incidentalità stradale anche in ambito europeo, con un tasso di mortalità pari al 56,3 a fronte della media europea del 52,0. Dall'analisi statistica per il 2015 sull'incidentalità giovanile, la fascia di età maggiormente coinvolta in incidenti stradali è quella tra i 20 ed i 24 anni di età con 282 morti, seguita dalla fascia tra i 15 ed i 19 anni con 151 morti; si sono poi registrati 13 morti nella fascia di età 10-14 anni, 10 nella fascia 5-9 anni e 17 nella fascia 0-4 anni. I dati registrati da Polizia Stradale e Arma dei Carabinieri dall'1 gennaio al 25 dicembre evidenziano 59 incidenti stradali con minori deceduti, nei quali si sono spezzate 61 giovani vite. (SEGUE)
270913 DIC 16 
INCIDENTI STRADALI: AD ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA (2)
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INCIDENTI STRADALI: AD ITALIA MAGLIA NERA IN EUROPA (2)
(9Colonne) Roma, 27 dic - Anche se la stima preliminare Aci-Istat per il 2016, diffusa il 19 dicembre scorso, evidenzia, rispetto ai dati consolidati dello stesso periodo del 2015, una riduzione dello 0,8% degli incidenti con lesioni a persone, del 4,7% delle vittime e dello 0,5% delle persone ferite, il livello resta elevato e non in linea con quanto previsto dall'obiettivo europeo per il 2020 (dimezzamento del numero di vittime registrate nel 2010). Il fatto che si registrino ancora parecchi incidenti nei quali siano coinvolti bambini e adolescenti sino ai 14 anni di età, allontana dalla cosiddetta "vision zero" stabilito dal Piano nazionale sulla sicurezza stradale Orizzonte 2020, elaborato dal Mit. Seguendo il principio che "sulla strada: nessun bambino deve morire", il piano stabilisce come "vision" e obiettivo tendenziale di lungo termine di azzerare il numero di bambini che muoiono sulle strade italiane entro il 2020. Questo obiettivo dalla forte valenza sociale traccia un nuovo percorso per il miglioramento della sicurezza stradale in Italia. Un percorso finalizzato a realizzare un sistema stradale sicuro, caratterizzato da elementi e regole che consentano a ogni bambino di circolare nella massima sicurezza. L'impegno richiesto per migliorare il sistema nel suo complesso è grande, richiede risorse, una cultura della sicurezza stradale radicata e necessita di un approccio integrato, basato su soluzioni efficaci, efficienti e innovative. "A prescindere dall'enorme costo sociale rappresentato dalla morte di un bambino, la sua vita costituisce un valore essenziale per la società. A livello di sistema è assolutamente necessario salvaguardarla e proteggerla. È fondamentale proteggere i bambini a bordo delle autovetture, attraverso l'utilizzo di idonei sistemi di ritenuta ed il rispetto delle norme di sicurezza" si legge in una nota della Polizia. (red)
270919 DIC 16 
R. STAMPA / INCIDENTI STRADALI, SGALLA: REATO OMICIDIO STRADALE NON BASTA
9CO737232 4 CRO ITA R01
R. STAMPA / INCIDENTI STRADALI, SGALLA: REATO OMICIDIO STRADALE NON BASTA
(9Colonne) Roma, 27 dic - La legge sull'omicidio stradale è un inizio ma non basta, bisogna lavorare "sulla consapevolezza" delle regole e ridurre drasticamente i 3.400 morti all'anno sulla strada. Lo afferma Roberto Sgalla, direttore centrale delle Specialità della Polizia, in una intervista al Quotidiano Nazionale. E sottolinea che "nel 2016 sono stati 61 i minori deceduti in incidenti stradali. Pesa il mix tra distrazione, droga e velocità. In particolare i minori di 14 anni muoiono per colpa degli adulti: genitori che non li assicurano sugli appositi seggiolini ma li lasciano sedere davanti accanto al conducente o dietro senza misure di sicurezza. Oppure bambini che non vengono assistiti dagli adulti mentre attraversano la strada sulle strisce pedonali o minori non sorvegliati". Nota poi che "nel 2015 per la prima volta si è registrato un incremento della mortalità, un dato in controtendenza con il periodo dal 2001 al 2014 dove siamo scesi, con un decremento costante nel tempo, da 7mila a 3.400 morti. I primi dati del 2016 ci confortano con -3,4% della mortalità su strada. Dovrebbe essere un punto di partenza per riprendere a scendere e arrivare all'obiettivo che l'Europa ci ha dato: meno di 2 mila vittime all'anno nel 2020. Ma sarà difficile conseguirlo: dovremmo scendere di oltre 1.400 morti in tre anni. Sarà possibile se ci sarà un impegno straordinario in termini di campagna di comunicazione e anche di manutenzione delle strade e sicurezza dei veicoli. Ci vuole uno sforzo corale". Perché il numero di morti è salito nel 2015? "Alcuni sostengono che sia stato per la ripresa della circolazione perché negli anni precedenti la crisi ha prodotto una limitazione degli spostamenti. Ma io credo che conti soprattutto un fatto: mai come in questi anni abbiamo avuto a disposizione strumenti di distrazione, mai avuti così tanti smartphone, Ipad, telefoni".
(red)
270938 DIC 16