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venerdì 7 aprile 2017

>ANSA-FOCUS/ La svolta interventista di Trump, 'ora via Assad'


ANSA-FOCUS/ La svolta interventista di Trump, 'ora via Assad'


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>ANSA-FOCUS/ La svolta interventista di Trump, 'ora via Assad'
Donald mostra i muscoli: messaggio a Mosca, Pechino e Pyongyang
(di Ugo Caltagirone)
(ANSA) - NEW YORK, 7 APR - Il mondo e' avvisato: Donald Trump
non sara' un 'guerriero riluttante' come Barack Obama. La musica
e' cambiata e l'attacco ordinato dalla Casa Bianca per punire
Assad e' un messaggio che va ben oltre i confini della Siria: e'
un vero e proprio avvertimento al regime di Pyongyang, che
continua a minacciare gli Usa e i suoi alleati asiatici. E
perche' no, anche all'Iran, perche' rispetti fino in fondo gli
impegni presi sul nucleare. Ma e' soprattutto una sfida a Russia
e Cina contro cui il tycoon, a differenza del suo predecessore,
ha deciso di mostrare i muscoli.
La svolta interventista del presidente americano ha infatti
due obiettivi: riaffermare con forza la leadership americana
sullo scacchiere internazionale e ridisegnare gli equilibri
nelle aree piu' calde come il Medio Oriente e il Pacifico. Una
svolta maturata negli ultimi giorni, sotto l'influenza dei
generali messi da Trump nei posti chiave della sua
amministrazione: James Mattis al Pentagono e H.R. McMaster alla
guida del Consiglio nazionale per la sicurezza.
Ma dietro al cambio di rotta ci sono anche la realpolitik del
segretario di Stato Rex Tillerson e del consigliere della Casa
Bianca Jared Kushner, marito di Ivanka Trump. E' stato il capo
della diplomazia Usa ad avere i contatti con Mosca poco prima
dell'ordine di attaccare, per mettere al corrente il Cremlino ma
anche per tentare di disinnescare reazioni eccessive e
pericolose. Ed e' stato il genero del tycoon a fare da tramite
con la delegazione cinese a Mar-a-Lago, per evitare al massimo
l'imbarazzo di Xi Jinping colto di sorpresa dall'azione in
Siria, che ha di fatto oscurato il vertice col presidente
americano.
L'avvertimento del tycoon a Putin e' chiaro: il rais di
Damasco a questo punto va rimosso, altrimenti da un'attacco
limitato gli Usa potrebbero passare ad una campagna militare piu'
estesa contro il regime di Assad. E comunque Washington non ha
per nulla intenzione di sottostare all'influenza di Mosca
nell'area. Altrettanto evidente il messaggio a Xi Jinping: se
Pechino non piega la Corea del Nord, suo Stato satellite, gli
Usa sono pronti ad agire da soli. Con l'ipotesi di raid su
obiettivi del regime di Pyongyang gia' sulla scrivania dello
Studio Ovale.
Certo, quella intrapresa dal presidente americano non e' una
strada senza ostacoli, anzi. Le maggiori preoccupazioni sono
legate alla lotta all'Isis e ai gruppi qaedisti in Siria. Se il
Paese dovesse precipitare ancor di piu' nel caos con la caduta di
Assad (che combatte il Califfato), un vuoto di potere potrebbe
compromettere i progressi fin qui raggiunti contro lo Stato
islamico. Ecco perche' si chiede a gran voce che dopo l'azione
militare Trump rilanci i negoziati politici. Ma e' soprattutto la
scommessa lanciata a Putin a preoccupare. Perche' l'escalation
del conflitto e' dietro l'angolo. Dipende da come reagira' lo zar
del Cremlino.(ANSA).
CU
07-APR-17 19:22 NNNN