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martedì 6 giugno 2017

MAFIA. BINDI: SCARCERAZIONE RIINA SAREBBE UN SEGNALE DI CEDIMENTO





MAFIA. BINDI: SCARCERAZIONE RIINA SAREBBE UN SEGNALE DI CEDIMENTO
NON SOLO È STATO MA È TUTTORA IL CAPO DI COSA NOSTRA
(SIR-DIRE) Roma, 6 giu. - "La dignita' della persona va garantita
in carcere e, per quanto riguarda la situazione di Riina, come
Commissione Antimafia riteniamo che sia garantita da strutture
sanitarie d'eccellenza che sono nel carcere in cui e' detenuto.
La sua scarcerazione sarebbe un segnale di cedimento dello Stato
nei confronti della mafia che non ci possiamo permettere". Cosi'
Rosy Bindi, presidente della Commissione parlamentare Antimafia,
commenta al Sir la sentenza della Cassazione che apre ad
un'eventuale scarcerazione di Toto' Riina perche' gravemente
malato.
"Leggeremo con attenzione la sentenza della Cassazione- spiega
Bindi- ma vorrei rassicurare tutti sul fatto che Toto' Riina in
carcere per il 416 bis ha a disposizione strutture sanitarie
d'eccellenza ed e' assolutamente garantita la dignita' della sua
persona per la fase che sta attraversando, che e' quella della
malattia".
"Crediamo che in questo modo si risponda alla domanda che
anche la Cassazione sottolinea", prosegue la presidente,
rilevando che "nessuno vuole negare la dignita' a chi, peraltro,
non ha certamente assicurato dignita' ne' in vita ne' in morte a
migliaia di persone. Lo Stato agisce nel canone della legalita' e
quindi del rispetto della persona, e a Riina tutto questo e'
assicurato". (SEGUE)
(Com/Vid/ Dire)
11:34 06-06-17
NNNN
MAFIA. BINDI: SCARCERAZIONE RIINA SAREBBE UN SEGNALE DI CEDIMENTO -2-
(DIRE) Roma, 6 giu. - "Personalmente e anche come Commissione-
aggiunge Bindi- siamo contrari alla commutazione della pena,
soprattutto ad eventuali arresti domiciliari per molti motivi, il
primo dei quali e' che Riina non solo e' stato ma e' tuttora il
capo di Cosa Nostra. Ci sono elementi evidenti da intercettazioni
e da inchieste che sono ancora in corso".
"Nel caso fosse riportato nel suo luogo d'origine- prosegue-
la sua casa si trasformerebbe in un santuario di mafia dove vive
anche una famiglia di mafia: tutti i suoi figli, infatti, sono
stati condannati per il 416 bis e non si sono mai dissociati".
"Lo Stato- puntualizza Bindi- e' anche pronto ad usare l'arma
della misericordia attraverso la giustizia, ma non puo'
certamente mettere a rischio la dignita' delle Istituzioni, delle
vittime, di tutti gli altri cittadini".
"Si assista Riina come va assistita qualunque persona nella
malattia, lo si accompagni verso la morte in maniera dignitosa,
cosa che spesso non e' garantita a molti cittadini italiani, ma-
conclude- non si cambi il regime di 416 bis".
www.agensir.it
(Com/Vid/ Dire)
11:34 06-06-17
NNNN