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martedì 6 giugno 2017

MAFIA: CIMINNISI (ASSOCIAZIONE VITTIME), VICENDA RIINA RIAPRE FERITA LACERANTE =





MAFIA: CIMINNISI (ASSOCIAZIONE VITTIME), VICENDA RIINA RIAPRE FERITA LACERANTE =
Palermo, 6 giu. (AdnKronos) - "La Suprema corte di Cassazione ha
disposto il rinvio al Tribunale sorveglianza di Bologna perché
riesamini la richiesta di scarcerazione di Totò Riina, motivandone
meglio le ragioni del diniego. Una notizia che mi riapre la lacerante
ferita del 29 settembre 1981, quando a San Giovanni Gemini (Agrigento)
i killer non esitarono a sparare contro persone innocenti che si
trovavano per caso all'interno di un bar, per uccidere Gigino Pizzuto,
capo mandamento di Castronovo di Sicilia". Così, Giuseppe Ciminnisi,
Coordinatore Nazionale Vittime di Mafia Associazione ''I Cittadini
contro le mafie e la corruzione". "Due le vittime innocenti che
pagarono la malvagità di un uomo che oggi sembra si appresti a
lasciare il mondo terreno: mio padre, Michele Ciminnisi, e il signor
Vincenzo Romano", dice.
"Per quella strage, vennero condannati all'ergastolo, quali mandanti,
Salvatore Riina e Bernando Provenzano. Ho impiegato molti anni prima
di ottenere Giustizia - aggiunge Ciminnisi - Anni di sofferenze, di
processi, di sconfitte, di incoraggiamenti, come quando il Giudice
Giovanni Falcone, prima di essere ucciso anche lui a opera degli
stessi criminali, mi disse: ''Giuseppe, tuo padre è morto innocente e
tu otterrai Giustizia''. E in quella Giustizia io ho sempre creduto.
Dinanzi la decisione della Cassazione ho rivissuto tutti quei momenti,
il dolore per la morte di mio padre, lo sconforto delle assoluzioni,
prima che si arrivasse alle condanne all'ergastolo. Da familiare di
vittima innocente di mafia, avrei agito d'impulso, in preda alle mie
emozioni, a un dolore mai sopito. La mia risposta, alla ''morte
dignitosa'' di un boss sanguinario sarebbe inequivocabile: No".
"Così come, per mano sua o per sua decisione, questo diritto è stato
negato alle vittime innocenti - dice ancora - Ma voglio soffermarmi
soltanto su un aspetto che prescinde dal dolore di noi familiari di
vittime innocenti di mafia e di carattere morale. L'eventuale
scarcerazione di Riina, aprirebbe infatti un lungo dibattito in merito
alla differenza di trattamento che avrebbe ottenuto rispetto altri
criminali, ultimo dei quali, Bernando Provenzano, morto in carcere a
seguito di condanne all'ergastolo. Dopo aver assistito a un diverso
trattamento tra le Vittime, finite con l'essere di serie A e serie B,
lo Stato vorrà stilare anche una classifica tra criminali di Serie A e
criminali di serie B? Voglio augurarmi che non si possa arrivare a
tanto, altrimenti si correrebbe il rischio di portare la gente a non
credere più in quei valori di Giustizia, quella con la G maiuscola,
che imparai dalle parole del Giudice Falcone tanti anni fa".
(Ter/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
06-GIU-17 14:19
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