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mercoledì 20 giugno 2018

CARCERE, SPP: SI SPERIMENTI PISTOLA TASER

MERCOLEDÌ 20 GIUGNO 2018 12.23.34
POLIZIASICUREZZA



CARCERE, SPP: SI SPERIMENTI PISTOLA TASER (9Colonne) Roma, 20 giu - "Dopo l'ennesima aggressione - questa volta nel carcere di Viterbo - di un detenuto napoletano che ha malmenato e tenuto in ostaggio 2 agenti di polizia penitenziaria, pensiamo che l'introduzione della pistola taser, annunciata dal Ministro dell'Interno Salvini, debba essere estesa anche al personale degli istituti penitenziari". Ad affermarlo è il segretario generale del S.PP. (Sindacato Polizia Penitenziaria) Aldo Di Giacomo. "Non è più possibile reagire a mani nude di fronte alle continue aggressioni, rivolte, tentativi di fuga, liti tra clan e gruppi etnici stranieri, tanto più - continua - che sono sempre più numerosi gli episodi di tentativi di introduzione in carcere di oggetti contundenti se non proprio di armi improprie. Pertanto l'avvio, sia pure come forma sperimentale, della pistola elettrica usata dalla polizia Usa, con 200 agenti in 6 città (Milano, Padova, Reggio Emilia, Caserta, Brindisi e Catania) a nostro giudizio potrebbe essere sperimentata da subito almeno in alcune carceri che presentano quotidiani rischi più forti per il personale. Se i funzionari al vertice della direzione anticrimine della Polizia di Stato hanno ritenuto il taser uno strumento efficace 'per ridurre gli interventi corpo a corpo', nonché 'per fronteggiare le aggressioni in cui ogni giorno vengono coinvolti poliziotti, carabinieri e militari' non si capisce per quale motivo - aggiunge - non si possa e si debba sperimentarne l'uso nelle carceri nei quali il rischio di fronteggiare il corpo a corpo è sempre alto. È il caso di ricordare che gli 'eventi critici' vale a dire aggressioni al personale di Polizia Penitenziaria, intimidazioni, atti di violenza tra detenuti hanno avuto un incremento del 700% e ogni giorno 12 poliziotti in media sono costretti a ricorrere alle cure di sanitari. Purtroppo il nuovo sistema carcerario che dà più fiducia ai detenuti con il cosiddetto sistema 'celle aperte' si è rilevato un meccanismo di aggravamento dell'emergenza sicurezza dentro e fuori del carcere che si registra da anni nel Paese. Chiederemo al Ministro della Giustizia Bonafede - conclude - di farsi portavoce di questa nostra richiesta presso il collega Salvini e di predisporre un primo piano operativo". (red) 201223 GIU 18

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