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martedì 11 dicembre 2012

Salute/ Proteina inibisce crescita cellule tumorali glioblastoma


Salute/ Proteina inibisce crescita cellule tumorali glioblastoma
Tumore cerebrale più maligno e incurabile, ricerca StemGen

Roma, 11 dic. (TMNews) - Un gruppo di ricercatori della StemGen
SpA, società di biotecnologie di Milano, in collaborazione con
l`Istituto di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRRCS)
Casa Sollievo della Sofferenza di Padre Pio, ha scoperto un
meccanismo molecolare alla base della crescita esplosiva del
tumore cerebrale più frequente nell`uomo, il glioblastoma
multiforme (GBM), una forma tumorale inevitabilmente letale e
incurabile, la cui incidenza è in continuo e preoccupante
aumento. Grazie a questo studio, il gruppo di ricercatori ha
anche identificato un bio-farmaco, (efrina A1), in grado di
inibire la crescita del tumore umano infiltrato nel cervello del
topo.

Il glioblastoma multiforme (GBM), nome più comune del Glioma di
grado IV, è una forma di tumore al cervello altamente aggressiva
e maligna, in grado di crescere rapidamente e di infiltrare vaste
aree di tessuto cerebrale, sviluppandosi quasi sempre in forma
letale. I gliomi rappresentano oggi il tipo di tumore cerebrale
più comune nell`uomo. Tra questi, il glioblastoma multiforme è il
più frequente e rappresenta circa il 30% di tutti i tumori
cerebrali. Negli adulti colpisce prevalentemente i maschi in età
tra i 50 e i 60 anni.

Lo studio è di tipo traslazionale, ossia finalizzato allo
sviluppo di terapie per l`uomo, ed è il risultato di una ricerca
tutta italiana, che ha coordinato una rete di collaborazioni
internazionali: oltre all'IRCSS Casa Sollievo della Sofferenza,
hanno partecipato Francesco Dimeco dell`IRCCS Carlo Besta di
Milano, professore alla Università J. Hopkins di Baltimora, il
dipartimento di neurologia del policlinico Gemelli di Roma, la
Weill Cornell Graduate School of Medical Sciences e il Memorial
Sloan-Kettering Cancer Center di New York (USA), la University of
Florida (USA) e il Sanford-Burnham Medical Research Institute, La
Jolla, California (USA). (Segue)

Apa

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Salute/ Proteina inibisce crescita cellule tumorali... -2-


Roma, 11 dic. (TMNews) - Lo studio pubblicato da Cancer Cell
introduce individua il bersaglio terapeutico principale nelle
cellule staminali tumorali del GBM umano, che sono state studiate
grazie ad una tecnica esclusiva di StemGen e del gruppo di
Vescovi, che permette di isolare, moltiplicare e manipolare ad
libitum queste cellule, estraendole dal tumore dei pazienti.

La ricerca dimostra che le cellule staminali tumorali cerebrali
umane esprimono sulla propria superficie livelli abnormi di una
proteina già presente nelle staminali normali del cervello, nota
come recettore di tipo A2 delle efrine o EphA2. Si è quindi
osservato come questa sovra-espressione di EphA2 determini un
aumento incontrollato dell`auto-replicazione delle cellule
staminali tumorali, causandone un enorme incremento in numero,
che risulta nella crescita inarrestabile ed esplosiva, tipica dei
GBM. A questo punto i ricercatori hanno dimostrato come questo
fenomeno possa essere utilizzato, non solo per identificare le
staminali del GBM, le quali passavano fino a ora "sotto i radar"
poiché vi sono pochissimi marcatori che permettono di vederle e
studiarle, ma fornisca anche un bersaglio specifico e selettivo
per inibire la crescita del tumore nel cervello. (Segue)

Apa

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Salute/ Proteina inibisce crescita cellule tumorali... -3-


Roma, 11 dic. (TMNews) - Infatti, grazie alla somministrazione
intracerebrale in copie fedeli del vero tumore umano (riprodotte
nei topi) di efrina A1, proteina naturalmente presente nel nostro
cervello (quindi di minima tossicità), è possibile ridurre
l'espressione del recettore EphA2 e limitare significativamente
la capacità delle cellule staminali tumorali di replicarsi e di
generare massa tumorale, inibendo la crescita del glioblastoma in
vivo. Questo è stato ottenuto, peraltro, usando un metodo di
somministrazione che mima quello da utilizzare nei pazienti e
noto come convention enhanced delivery. L'efrina A1 emerge quindi
come potenziale farmaco biologico, e promettente candidato per la
terapia anticonvenzionale del Glioblastoma Multiforme.

Angelo Vescovi, direttore del gruppo di ricercatori, spieg che
grazie a questo studio è ora possibile identificare nuovi
bersagli molecolari e genetici fino ad oggi insospettati da
colpire nel tentativo di fermare questo cancro incurabile.
"Abbiamo anche un farmaco, un candidato promettente - ha concluso
- che interviene proprio sui recettori che stanno alla base del
meccanismo di proliferazione tumorale. Desidero sottolineare però
che è necessario essere prudenti: siamo ancora a livello di
sperimentazione pre-clinica e, anche se abbiamo delle
interessanti evidenze sul tessuto umano, solo la sperimentazione
clinica sull'uomo potrà davvero confermare se abbiamo individuato
una terapia vera e propria".
L`efficacia dei trattamenti chirurgici, chemioterapici e
radioterapici è piuttosto scarsa e, dopo la rimozione della massa
tumorale primaria, la recidiva è spesso precoce.

Apa

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