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venerdì 19 luglio 2013

Atto Senato Mozione 1-00111 presentata da VILMA MORONESE martedì 16 luglio 2013, seduta n.067..con decreto del Capo della Polizia del 3 giugno 2013 è stata disposta la soppressione del posto fisso operativo della Polizia di Stato di Casapesenna (Caserta);..




Atto Senato

Mozione 1-00111
presentata da
VILMA MORONESE
martedì 16 luglio 2013, seduta n.067
MORONESE, NUGNES, MARTON, MONTEVECCHI, MANGILI, AIROLA, SANTANGELO, BULGARELLI, PETROCELLI, MARTELLI, GAETTI, SERRA, SCIBONA, VACCIANO, TAVERNA, CIOFFI, GIARRUSSO, CASALETTO, LEZZI, DE PIETRO, CIAMPOLILLO, CAPPELLETTI, PUGLIA, PAGLINI, BATTISTA, BOCCHINO, CATALFO, MORRA, CRIMI, MUSSINI, DONNO, BOTTICI, FUCKSIA, BIGNAMI, ORELLANA, CAPACCHIONE, DE CRISTOFARO, CUOMO, SOLLO - Il Senato,
premesso che:
con decreto del Capo della Polizia del 3 giugno 2013 è stata disposta la soppressione del posto fisso operativo della Polizia di Stato di Casapesenna (Caserta);
tale determinazione pare del tutto irragionevole e anche scellerata, perché il posto fisso operativo di Polizia dello Stato di Casapesenna insiste su un territorio ad altissima densità criminale, dove la stessa Polizia ha dimostrato, con l'ausilio del personale inviato in virtù delle disposizioni del "modello Caserta", numeri alla mano, alta professionalità sia nella prevenzione che nel vero e proprio contrasto al traffico di sostanze stupefacenti, all'abusivismo edilizio, al traffico di armi e munizioni da guerra e a tutte le attività che negli anni hanno inondato le casse dei potenti clan camorristici guidati da Francesco Schiavone, Michele Zagaria ed Antonio Iovine;
del resto, per effetto di apposito decreto datato 24 maggio 1996 veniva istituito il posto fisso operativo di Casapesenna, alle dipendenze della Questura di Caserta, "al fine di rendere più efficace la tutela dell'ordine e della sicurezza pubblica nell'agro aversano";
la presenza di un nucleo operativo delle forze dell'ordine, in un territorio che da anni è segnato dalla forte presenza di organizzazioni criminali come quello compreso tra i comuni di Casal di Principe, San Cipriano d'Aversa e Casapesenna, rappresenta un autentico baluardo nell'ambito di una seria strategia di lotta al potere camorristico;
le 24 unità (tra cui un solo ispettore) in servizio presso il posto fisso operativo hanno ricevuto ampi riconoscimenti per il lavoro svolto, messo a disposizione degli inquirenti, in quanto conoscitori esperti del territorio e del tessuto sociale su cui spesso si stende quella fitta rete criminale capace di sfuggire anche ai controlli di altre istituzioni di Polizia;
valutato, inoltre, che la soppressione del posto fisso operativo di Polizia di Casapesenna deriverebbe, si legge nelle premesse al decreto, "dall'esigenza di ottimizzare l'impiego delle risorse disponibili, in termini di economicità, efficienza ed efficacia, mantenendo inalterata la capacità operativa della Polizia di Stato sul territorio interessato". Tale esigenza verrebbe giustificata, si legge sempre nel decreto, dalla presenza della sezione distaccata della squadra mobile di Casal di Principe e dalla presenza del commissariato di pubblica sicurezza di Aversa che darebbero sufficienti garanzie in termini di controllo e prevenzione sul territorio,
impegna il Governo:
1) ad adottare tutte le misure di competenza per revocare, immediatamente, l'efficacia del decreto del Capo della Polizia, al fine di mantenere operativo il posto fisso di Polizia di Stato di Casapesenna;
2) ad incrementare le dotazioni organiche e strumentali del posto fisso;
3) a stabilizzare il personale che opera in missione ormai da 5 anni, assegnandolo ai presidi di sicurezza pubblica insistenti sull'area dell'agro aversano, in forza del rilevantissimo tasso di impatto della criminalità organizzata che caratterizza e compromette, assai gravemente, il profilo sociale, politico ed economico del territorio indicato;
4) ad utilizzare quale sede degli uffici di polizia uno dei numerosi stabili già confiscati sul territorio al clan dei Casalesi, anche nell'ottica del risparmio e della riduzione della spesa, nonché dell'alto valore simbolico che detta operazione assumerebbe sul territorio dell'agro aversano.
(1-00111)

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