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giovedì 10 settembre 2020

Anche l'insonnia aumenta il rischio di diabete, maxi-studio

 

MARTEDÌ 08 SETTEMBRE 2020 17.12.01


Anche l'insonnia aumenta il rischio di diabete, maxi-studio

ZCZC3208/SX4 XSP20252004740_SX4_QBKN R CRO S04 QBKN Anche l'insonnia aumenta il rischio di diabete, maxi-studio (EMBARGO ALLE 00.00) Agisce con meccanismi in parte da capire (EMBARGO ALLE 00.00 DI MERCOLEDI' 9 SETTEMBRE)) (ANSA) - ROMA, 08 SET - L'insonnia aumenta il rischio di ammalarsi di diabete di tipo 2, la forma piu' diffusa della malattia: i disturbi del sonno, infatti, sono stati identificati come nuovo fattore di rischio (sono risultati legati al diabete con un meccanismo di causa ed effetto) in un ampio studio su decine di migliaia di individui con e senza diabete, pubblicato sulla rivista Diabetologia da Susanna Larsson e Shuai Yuan dell'istituto Karolinska di Stoccolma. E' emerso che chi soffre di insonnia ha un rischio del 17% maggiore di ammalarsi di diabete: il rischio e' solo in parte attribuibile agli effetti negativi, gia' noti agli esperti, che i disturbi del sonno hanno sul peso corporeo (diversi lavori hanno dimostrato che dormire poco o male favorisce l'aumento di peso, influenzando anche l'alimentazione). Quindi l'insonnia e' legata al diabete anche attraverso altri meccanismi indipendenti dal sovrappeso. Gli esperti hanno prima analizzato oltre 1300 studi sul diabete di tipo 2 e 97 potenziali fattori di rischio o protettivi, poi hanno ulteriormente selezionato questi fattori in un secondo campione indipendente di individui, 11.006 con diabete e 82.655 individui di controllo sani. Hanno cosi' identificato 34 fattori di cui 19 legati a rischio aumentato di malattia e 15 a una riduzione del rischio, nonche' 21 potenziali fattori ancora da indagare. I 34 elementi sono risultati legati al diabete con una relazione di causa ed effetto, significa che non si tratta di una semplice associazione, ma di una vera e propria relazione causale tra ciascuno di essi e il rischio aumentato o diminuito di sviluppare la malattia. In altri termini questi 34 fattori sono direttamente responsabili di un rischio aggiuntivo o di una riduzione di rischio di malattia. Tra i 19 fattori di rischio figurano condizioni come l'eccesso di peso corporeo, la depressione, il colesterolo nel sangue, l'ipertensione, il fumo e poi l'insonnia, mai prima di oggi considerato un fattore di rischio indipendente per la malattia. L'effetto dell'insonnia, infatti, sul rischio di diabete persiste anche se teniamo conto del suo impatto negativo sul peso corporeo. Tra i 15 fattori protettivi figurano il colesterolo buono, i livelli plasmatici di vitamina D e il livello di istruzione. Tra i 21 fattori deboli ancora da indagare, infine, figurano le pennichelle pomeridiane, saltare la colazione, il consumo di alcol. "Che l'insonnia possa essere legata ad un aumento del rischio di diabete e' un dato nuovo ed interessante, ma non completamente sorprendente - sottolinea all'ANSA Agostino Consoli della Universita' degli Studi "G. d'Annunzio" Chieti - Pescara e presidente eletto della Societa' Italiana di Diabetologia: il cervello e' fortemente implicato nella regolazione del metabolismo, certamente anche attraverso vie ancora non ben conosciute e delle cui alterazioni l'insonnia potrebbe essere un segnale. E' ben noto - continua l'esperto - che l'eccesso ponderale (principale fattore di rischio per lo sviluppo di diabete di tipo 2) e' collegato in maniera bi-direzionale ai disturbi del sonno (ovvero da una parte dormire male favorisce l'aumento di peso, e dall'altra l'obesita' induce disturbi del sonno)". Nel presente lavoro, tuttavia, si vede che, anche tenendo conto del legame insonnia-obesita' e ricalibrando il rischio, sottolinea Consoli, "l'insonnia continua a conferire una aumento di quasi il 10% del pericolo di ammalarsi di diabete mellito di tipo 2", conclude Consoli, suggerendo che avere un sonno disturbato agisce come fattore di rischio indipendente dall'eccesso di peso, quindi anche attraverso meccanismi indipendenti da esso. (ANSA). Y27-MAR 08-SET-20 17:11 NNNN

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