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giovedì 18 maggio 2017

USA: POLIZIA SHOCK, SPARA CON TASER E AMMANETTA BIMBO DI 7 ANNI A SCUOLA =

USA: POLIZIA SHOCK, SPARA CON TASER E AMMANETTA BIMBO DI 7 ANNI A SCUOLA =

USA: POLIZIA SHOCK, SPARA CON TASER E AMMANETTA BIMBO DI 7 ANNI A SCUOLA =
E' accaduto a Dallas, il piccolo che soffre di Adhd aveva una
crisi
Dallas, 18 mag. (AdnKronos) - Un nuovo caso shock chiama in causa la
polizia americana, che in una scuola di Dallas non ha esitato a
sparare con una pistola taser e ammanettare un bambino di appena 7
anni, Yosio Lopez. Il ragazzino che soffre di Adhd, la sindrome di
iperattività e deficit dell'attenzione, era in preda a una crisi e per
questo la polizia è intervenuta "per contenerlo", in quanto il piccolo
sbatteva la testa contro il muro della classe.
Le condizioni mediche e mentali del bambino - secondo la Cnn -
richiedono un'assistenza specifica in ambito scolastico, ma
contrariamente alle crisi precedenti, il suo insegnante di supporto
non era presente in quel momento per riuscire a calmare e offrirgli
"lo spazio sicuro" necessario in questi casi. La scuola dunque ha
deciso di chiamare la polizia locale, che lo ha colpito con scariche
elettriche, lo ha ammanettato, provocandogli ferite, al fine di
"contenerlo", come racconta l'avvocato della famiglia Lopez, David
Ramirez.
Il bambino - riferisce ancora il legale della famiglia - ha raccontato
alla madre che i poliziotti lo hanno portato nell'ufficio di
presidenza, con le braccia ammanettate e bloccate dietro la schiena.
Nelle foto fornite alla Cnn dalla famiglia, il bambino presenta dei
lividi sulle ginocchia e sulla schiena. Un comportamento definito dai
familiari di "una violenza eccessiva contro un bambino che ha bisogno
di cure particolari". (segue)
(Ife/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
18-MAG-17 13:46
NNNN
USA: POLIZIA SHOCK, SPARA CON TASER E AMMANETTA BIMBO DI 7 ANNI A SCUOLA (2) =
USA: POLIZIA SHOCK, SPARA CON TASER E AMMANETTA BIMBO DI 7 ANNI A SCUOLA (2) =
(AdnKronos) - Il ragazzino è stato successivamente condotto in un
centro psichiatrico senza consultare preventivamente i genitori, con
la giustificazione che rappresentava "un pericolo per se stesso e per
gli altri". Non solo. Yosio è rimasto nel centro una settimana ma ha
potuto vedere i genitori solo dopo due giorni di ricovero.
Da parte sua, la scuola sostiene di non capire l'eco mediatica che si
è creata intorno alla vicenda e non intende pronunciarsi ulteriormente
sull'accaduto. "Per le leggi sulla privacy, per proteggere la vita
privata di tutti gli allievi e delle loro famiglie, non possiamo
confermare o smentire pubblicamente i fatti", ha scritto la presidenza
in un comunicato.
(Ife/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
18-MAG-17 13:46
NNNN