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giovedì 18 maggio 2017

USA: REPUBBLICANI COMINCIANO A SUSSURRARE... PRESIDENT PENCE =





USA: REPUBBLICANI COMINCIANO A SUSSURRARE... PRESIDENT PENCE =
una fronda Gop avvia dibattito, sarebbe possibile ricorrere al
25esimo emendamento?
Washington, 18 mag. (AdnKronos) - Con il drammatico accelerarsi del
Russiagate, sono sempre di più i repubblicani che sussurrano due
parole: President Pence, evocando quindi la possibilità che, con
un'ulteriore drastica escalation della crisi, si arrivi all'uscita di
scena di Donald Trump. "Se quello che ha scritto il New York Times è
vero, probabilmente Pence sta già facendo le prove", è il commento
cinico di un deputato Gop che aggiunge: "E' proprio come con Nixon,
non è mai l'azione commessa, ma il tentativo di insabbiarla".
Quello che è certo è che Pence e il suo entourage in queste ore stanno
portando all'estrema perfezione l'arte, esercitata dal primo giorno di
presidenza, di lasciarsi coinvolgere il minimo necessario nel
succedersi convulso di crisi e colpi di scena in cui è precipitata la
Casa Bianca con Trump.
E se i repubblicani del Congresso ovviamente parlano solo a microfoni
spenti e con dichiarazioni anonime, Erick Erickson, noto commentatore
conservatore che è stato uno dei Never Trumper - movimento di
repubblicani, in maggioranza intellettuali, della vecchia guardia che
ha cercato fino all'ultimo di sbarrare la strada all'imprenditore
sceso in politica - ieri ha scritto un editoriale in cui esortava il
partito ad abbandonare Trump perché "non abbiamo bisogno di lui con
Mike Pence dalla nostra". (segue)
(Ses/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
18-MAG-17 17:55
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13 ministri piu' Pence dovrebbero comunicare a Congresso
incapacita' presidente
(AdnKronos) - Un altro commentatore conservatore, Ross Douthat, ha
anche rassicurato, in un editoriale sul New York Times, i repubblicani
ricordando che, sostituendo un presidente imbarazzante con uno
affidabile con Pence, "Hillary Clinton non verrebbe retroattivamente
eletta nè Neil Gorush perderebbe il seggio alla Corte Suprema".
Argomenti che fanno pensare che questa fronda di repubblicani - a cui
vanno annoverati anche tutti quelli che nelle elezioni del 2018
dovranno affrontare duelli difficili - pensa ad una soluzione della
crisi meno cruenta - ed attualmente abbastanza fantascientifica con
questa maggioranza al Congresso - di un processo di impeachment. E nel
suo editoriale Douthat fa riferimento esplicitamente al 25esimo
emendamento mai applicato ma più volte citato in questi poco più di
100 giorni di presidenza Trump.
L'emendamento permette al governo di rimuovere il comandante in capo
se una maggioranza dei suoi membri, esattamente 13 più il vice
presidente, comunica al Congresso che "non è più in grado di assumere
i poteri e svolgere i compiti presidenziali". In questo caso "il vice
presidente dovrà immediatamente assumere i poteri e i compiti come
presidente facente funzioni", conclude l'articolo quarto
dell'emendamento inserito nella Costituzione 50 anni fa. (segue)
(Ses/AdnKronos)
ISSN 2465 - 1222
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per alcuni editorialisti conservatori usare emendamento sarebbe
pericoloso
(AdnKronos) - Per l'editorialista per lui sarebbe "il metodo più
appropriato" per rimuovere un presidente incompetente che, secondo
lui, veramente "non comprende a pieno la natura dell'ufficio che
ricopre, la natura dei vincoli giuridici che lo legano e persino la
natura delle normali interazioni umane". Quindi sarebbe veramente
impossibile considerarlo "colpevole di intralcio di giustizia nel
senso nixoniano o clintoniano".
L'articolo ha avviato un dibattito tra intellettuali conservatori, da
sempre insofferenti verso Trump, con gli editorialisti del Washington
Post, Charles Krauthammer e Jennifer Rubin, che hanno scritto che
sarebbe pericoloso tentare questa via perché sarebbe un'applicazione
forzata di emendamento pensato per gestire delle situazioni di
emergenza. "Trump può essere rimosso in un modo appropriato senza
danneggiare la nostra repubblica in modo duraturo", ha scritto Rubin
che ha sul sito del Post il blog Right Turn.
Questo dibattito, comunque, appare anche un po' fantascientifico, dal
momento che la storia e il carattere di Trump fanno supporre che non
sarebbe disposto a farsi da parte volontariamente e, in caso di
forzature, venderebbe cara la pelle. "Credo che sia improbabile che
Trump vada da qualsiasi parte", ha detto un lobbista del Gop. "Detto
questo, Pence è molto ben visto a Capitol Hill, affidabile, senza
dramma", ha poi aggiunto dicendo come i repubblicani del Congresso
vedono con frustrazione la loro agenda legislativa - abolizione
Obamacare e riforma fiscale, in primis - bloccata dalla spirale in cui
è precipitata l'amministrazione.
(Ses/AdnKronos)
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