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mercoledì 3 ottobre 2012

SALUTE: DOLORI ARTICOLARI; AUTOPRESCRIZIONI PERICOLOSE


SALUTE: DOLORI ARTICOLARI; AUTOPRESCRIZIONI PERICOLOSE
8-12 OTTOBRE SETTIMANA DISTURBI OSTEOARTICOLARI; VISITE GRATUITE
(ANSA) – MILANO, 3 OTT – Mal di schiena, dolori articolari a
gambe o braccia, mani o spalle. Quando si presentano, la maggior
parte degli italiani non ci sta su a pensare: un antidolorifico
e via. Se il dolore persiste si prende un antinfiammatorio e si
tira avanti. Nulla di piu' sbagliato secondo i medici delle
Societa' scientifiche di Reumatologia, Ortopedia, Osteoporosi
(Sir, Siot, Siomms) che hanno promosso una settimana di visite
gratuite in oltre 100 ospedali italiani, dall'8 al 12 ottobre,
prenotabili attraverso il numero verde 800.122.793.
I dati per accertare la situazione in Italia sono stati
forniti da una ricerca di 'Data Domina News' su un campione di
20 ortopedici, 30 reumatologi e 150 pazienti in cura presso
quattro ospedali di Milano, Roma e Catania.
Secondo i risultati, all'ortopedico (anziche' al reumatologo,
come sarebbe piu' indicato) si rivolgono spesso coloro che
soffrono di osteoporosi: nell'85% dei centri indagati oltre un
terzo dei pazienti (dal 25 al 50%) risulta poi affetto da questa
malattia. ''A costoro bisogna dire che e' importante si
rivolgano al reumatologo – dice Luigi Sinigaglia, presidente
Siomms – e che oggi abbiamo farmaci capaci di ridurre il rischio
di frattura vertebrale fino al 70% e di femore fino al 40%''.
Altro problema e' l'autoprescrizione in caso di dolori
articolari, molto diffusa secondo il 49% degli specialisti.
''Pratica che puo' risultare pericolosa – per Giovanni Minisola,
presidente Sir – perche' c'e' il rischio di assumere farmaci non
indicati. Inoltre, senza il controllo medico si fa scomparire il
sintomo, ritardando la diagnosi e favorendo un sovraccarico
funzionale dell'articolazione, con incremento del danno''.
Gli italiani poi aspettano troppo prima di recarsi dallo
specialista: nel 37% dei casi ci vanno tra uno e tre mesi dopo
l'insorgenza del primo sintomo. ''Ritardare troppo la diagnosi –
commenta Marco D'Imporzano, presidente Siot – puo' rendere piu'
difficile l'eventuale intervento chirurgico e comunque piu'
lungo e problematico il recupero del paziente''.
Nella scelta dei farmaci per l'osteoporosi, i reumatologi
optano, nel 93% dei casi per la classe dei bisfosfonati, ma solo
il 27% abbina anche la vitamina D in combinazione con il calcio
(52%). ''Questo ci dice – commenta Sinigaglia – che la terapia
di associazione non e' ancora una scelta diffusa tra gli
specialisti, pur essendo confermata da numerose evidenze''.
Infine l'artrite reumatoide, che - secondo Gabriella Voltan,
presidente dell'associazione malati Anmar - coinvolge 700 mila
persone (insieme a spondilite e artropatia psorisiaca) che
soffrono ogni giorno, e fa perdere 23 milioni di ore lavorative
l'anno. ''Cosa che dovrebbe indurre il governo a non lesinare i
farmaci costosi, se non altro per convenienza
economica''.(ANSA).

BRA
03-OTT-12 12:54 NNNN

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