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venerdì 27 febbraio 2015

Consultazione pubblica sulla direttiva orario di lavoronte INCA EUROPA



Fino al 15 marzo 2015 è possibile partecipare alla Consultazione pubblica sul riesame della direttiva sull'orario di lavoro lanciata dalla Commissione europea dopo il fallimento dei negoziati tra le parti sociali, in merito alla revisione della Direttiva 2003/88/CE che impone ai Paesi membri di garantire diritti e regole in termini di orario e turni di riposo, per garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori.
La Direttiva attualmente in vigore fornisce regole minime comuni a tutti gli Stati membri per proteggere i lavoratori dai rischi per la salute e la sicurezza legati a orari di lavoro eccessivi o inappropriati e a tempi di riposo e recupero inadeguati. Si applica a tutti i settori di attività, pubblici e privati, compresi quello sanitario e dei servizi d'emergenza e con l’esclusione dei lavoratori autonomi, fissando requisiti minimi comuni per tutti gli Stati membri, tra i quali:
-        periodi di riposo giornalieri e settimanali per i lavoratori
-        pausa se l'orario di lavoro supera le sei ore
-        limitazione dell'orario di lavoro a 48 ore alla settimana in media, compresi gli straordinari, e a non più di 8 (in media) per periodo di 24 ore, con limiti ulteriori in caso di rischi specifici o carichi fisici o mentali gravosi
-        diritto dei lavoratori ad almeno 4 settimane di ferie retribuite all'anno
-        protezione particolare per i lavoratori notturni
-        diritto di tutti i lavoratori notturni ad un controllo medico gratuito
-        diritto ad essere trasferiti "appena possibile" a un lavoro diurno in caso di problemi di salute legati al lavoro notturno
La consultazione chiama in causa anche alcuni passaggi poco chiari della Direttiva (ad esempio per quanto riguarda il servizio di guardia e i periodi di riposo), che in alcuni casi sono giunti dinanzi alla Corte di giustizia europea. Tra questi, il deferimento avviato nel febbraio 2014 dalla Commissione UE nei confronti dell’Italia per non aver applicato correttamente la Direttiva sull'orario di lavoro per i medici del servizio sanitario pubblico, privandoli del diritto a un limite di ore di lavoro settimanali e di periodi di riposo minimo giornaliero.
Il dissidio finora incolmabile tra le parti sociali, al di là delle singole questioni (servizio di guardia, deroghe alle 48 ore settimanale, ecc.) è costituito essenzialmente dalla richiesta di maggior flessibilità da parte del mondo delle imprese, mentre i sindacati chiedono una più efficace protezione.
Dopo la fase di consultazione delle parti sociali, ora la Commissione punta a raccogliere i contributi del pubblico per il riesame e la valutazione d’impatto della Direttiva.
La consultazione è basata su un Questionario, anche in italiano, per la cui compilazione non occorrono più di 10-15 minuti.
(Febbraio 2015)

Per saperne di più:

Questionario on-line (in italiano)

http://www.osservatorioinca.org/index.php?p=text&cmd=details&tbl=sezioni_record&cat_id=12&id=912 

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