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venerdì 4 gennaio 2013

Atto Camera Interrogazione a risposta orale 3-02662 ..se con la massima urgenza, si intenda installare delle centraline nel porto industriale di Taranto in particolare sul comando della guardia costiera e della polizia di frontiera così come richiesto dai COCER e il SIULP della provincia di Taranto; ..




Atto Camera

Interrogazione a risposta orale 3-02662
presentata da
AUGUSTO DI STANISLAO
venerdì 21 dicembre 2012, seduta n.738

DI STANISLAO. -
Al Ministro dello sviluppo economico, al Ministro della difesa, al Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare.
- Per sapere - premesso che:

il 15 dicembre 2012, nella città di Taranto, vi è stata una imponente manifestazione che ha chiaramente espresso la contrarietà ormai unanime fra la popolazione, alla ingombrante e inquinante presenza industriale nella città di Taranto in particolare dell'Ilva;

nonostante gli stanziamenti e i decreti cosiddetti «salva Ilva» approvati con urgenza e che continuano a mettere a rischio la salute dei lavoratori e dei cittadini in generale, nel porto di Taranto, e le esplicite richieste dei vertici militari di Guardia costiera e Marina Militare, non è stata apposta neanche una centralina. Caso che conferma che a fronte dei 364 milioni stanziati con urgenza, che sono comunque una inerzia per far fronte all'emergenza, non si è provveduto neanche all'acquisto di una centralina per il monitoraggio h24 dell'aria, da apporre sui comandi di guardia costiera e polizia di frontiera presenti in porto. Esempio che conferma secondo l'interrogante lo scopo di salvare un relitto di azienda e lasciare i cittadini abbandonati a se stessi nella loro tragedia sanitaria e sociale;

in seguito all'ultimo decreto-legge, cosiddetto «salva Ilva», e la sua approvazione alla Camera, si immagina lo sconcerto fra chi opera a contatto con gli agenti inquinanti come quei lavoratori, che rappresentano lo Stato. Fra questi vi sono in particolare militari come i Carabinieri del NOE di Lecce, che dopo anni di duro lavoro per dimostrare con prove schiaccianti, il perpetrarsi di un reato, si vedono vanificare tutti gli sforzi per una legge che si intromette nelle indagini giudiziarie in corso da loro svolte. Personale che merita il rispetto e la solidarietà di tutta la nazione;

prendendo spunto dalla tragedia che vive anche la categoria di lavoratori che rappresenta lo Stato, si percepisce tra i cittadini che, i dirigenti dell'azienda oggi indagati, potranno chiudere battenti;

l'ostentata severità da parte del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e del mare sui contenuti dell'A.I.A., esprime l'allungamento di una agonia per una azienda incapace da sempre di rispettare la città di Taranto;

la stessa idea degli amministratori locali e del Ministro dell'ambiente e del territorio e del mare di evacuare il quartiere Tamburi, dà l'idea di una mancanza di capacità nel trovare una concreta soluzione al problema;

gli stessi beni sequestrati, come prova del reato presenti sulle banchine del porto, per un valore che si avvicinerebbe presumibilmente a diverse centinaia di milioni di euro, se rivenduti togliendo i profitti alla famiglia Riva, potrebbero essere reimpiegati per le bonifiche e la riconversione del territorio, dando lavoro, almeno per circa due anni;

queste e altre soluzioni si potrebbero considerare per far fronte ad una possibile decisione della famiglia Riva di dichiarare fallimento;

l'azione giudiziaria, potrebbe proseguire in seguito al ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto «salva Ilva» -:

se con la massima urgenza, si intenda installare delle centraline nel porto industriale di Taranto in particolare sul comando della guardia costiera e della polizia di frontiera così come richiesto dai COCER e il SIULP della provincia di Taranto;

se, ai fini di prevenire la chiusura immediata dello stabilimento, come più volte minacciata dai dirigenti dell'ILVA e auspicata dalla popolazione tarantina ed ai fini di una prospettiva di riconversione e bonifica del territorio, intenda istituire in tempo reale presso il Ministero dello sviluppo economico di concerto con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti un tavolo tecnico unitamente ai dirigenti del Ministero ambiente e della tutela del territorio e del mare e i rappresentanti dei movimenti ambientalisti e dei lavoratori, compresi le sigle sindacali delle forze di polizia e i Consigli intermedi e centrali della rappresentanza militare.
(3-02662)

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