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martedì 17 aprile 2012

ANSA/ CRISI:SUICIDI;1 AL GIORNO TRA DISOCCUPATI,TOP LOMBARDIA



ANSA/ CRISI:SUICIDI;1 AL GIORNO TRA DISOCCUPATI,TOP LOMBARDIA
STUDIO EURES,TANTI CASI ANCHE TRA 'PADRONCINI';FENOMENO MASCHILE
(ANSA) - ROMA, 17 APR - E' in prevalenza la mancanza del
lavoro o comunque di qualche prospettiva economica la ragione
del dilagare dei suicidi nel nostro Paese, che ormai ogni giorno
miete vittime soprattutto tra i disoccupati e tra i cosiddetti
'esodati', tra coloro cioe' che anche per ragioni anagrafiche
nutrono meno speranze di altri di trovare un'altra occupazione.
A livello territoriale, al di la' delle ragioni piu'
strettamente legate al lavoro, e' il Centro-Nord a detenere il
triste scettro dei casi di suicidio, con la Lombardia al primo
posto. Il fenomeno dei tanti che quotidianamente compiono il
gesto estremo e' pero' riconducibile, racconta il Secondo
Rapporto dell'Eures ('Il suicidio in Italia al tempo della
crisi'), soprattutto alla figura maschile.
Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, spiega
l'Eures, superando cosi' i 357 del 2009, che gia'
rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in
media nel triennio precedente. Il numero dei suicidi tra i
disoccupati tra il 2008 e il 2010 si attesta complessivamente al
39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il
lavoro. Considerando la sola componente maschile, l'aumento dei
suicidi dei senza lavoro appare ancora piu' preoccupante (da 213
casi nel 2008 a 303 nel 2009, a 310 nel 2010), attestandosi a
+45,5% tra il 2008 e il 2010, confermando cosi' la centralita'
della variabile occupazionale nella definizione dell'identita' e
del ruolo sociale degli uomini. Ma la crisi si fa sentire
soprattutto sui cosiddetti 'esodati', vale a dire tra coloro che
hanno tra i 45 e i 64 anni, con un incremento del 12,6% nel 2010
rispetto al 2009 e del 16,8% rispetto al 2008. Ma la
disoccupazione, informa l'Eures, e' anche alla base dei suicidi
nelle fasce di eta' tra 45 e i 54 anni, aumentati del 13,3%
rispetto al 2009, e in quella 55-64 anni (+10,5%); il tutto a
fronte di una crescita complessiva dell'8,1%.
Tuttavia, come confermano anche le cronache di queste ultime
settimane, a sentire il fiato sul collo della gelata economica
sono anche gli artigiani e i commercianti. E secondo l'Eures nel
2010 336 tra questi hanno deciso di farla finita (contro i 343
del 2009). Lo studio definisce ''molto alto il rischio
suicidario'' in questo ambito: in particolare nel 2010 si sono
contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e
commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi
professionisti (151 nel 2009), nel 90% dei casi uomini.
Secondo la fotografia dell'Eures sono aumentati nel 2010 i
suicidi nelle regioni del Centro-Nord; ma a livello territoriale
il primato se l'e' aggiudicato la Lombardia (con 496 casi, +3%
rispetto al 2009), seguita dal Veneto (320, pari al 10,5% del
totale, con un aumento del 16,4% sul 2009) e l'Emilia Romagna
(278, 9,1%). Piu' della meta' dei suicidi censiti in Italia si
verifica in una regione del Nord (1.628 casi nel 2010, pari al
53,4% del totale), a fronte del 20,5% al Centro (624 casi) e del
26,1% al Sud (796 casi). Anche in termini relativi il Nord
conferma i valori piu' alti, con 5,9 suicidi ogni 100 mila
abitanti, contro i 5,3 del Centro e dei 3,8 del Sud. Ma e' il
Centro Italia a registrare nel 2010 la crescita piu'
consistente, con un +11,2% sul 2009, che sale a +27,3% nel
Lazio, con 266 suicidi.(ANSA).

TEO
17-APR-12 11:07 NNNN

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